Giù

Foto di RitaE da Pixabay

Sono caduta dal filo.
Tra le tante difficoltà quotidiane avevamo trovato un equilibrio, fatto di asilo, terapie, lavoro, tempo libero – poco – ausili, caa, cura delle bimbe, insegnamento di nuove piccole abilità. Ci tenevamo in equilibrio, a volte con sicurezza, altre volte con un piede solo e bendati, ma un equilibrio c’era. Camminavamo verso l’ignoto, come tutti, ma camminavamo. Anzi, avevamo anche vissuto la bellissima esperienza del Dynamo Camp e ci eravamo un po’ rigenerati.

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Il nostro piccolo

Qui bisogna che ci si organizzi. Che si apra una visione un po’ più a lungo termine delle nostre giornate, finora vissute un po’ come veniva, unendo al lavoro da casa – che ha i suoi orari – la cura delle bimbe. Io non so e non lancio ipotesi su quando riapriranno le scuole né su quando riprenderanno tutte le altre attività, ma ho la sensazione che non succederà a breve perciò sento l’esigenza di stabilire una nuova routine, provvisoria, che – al di là della giusta dose di preoccupazione – ci permetta di non vivere in attesa che il tempo passi.

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E io vi darò ristoro

Mani intrecciate su Bibbia

Ieri sera io e Poldo eravamo piuttosto abbacchiati: siamo stanchi, siamo nervosi, siamo saturi e fatichiamo a trovare del tempo per noi. È un periodo intenso complicato dalla mancanza di sonno – Chiarapunzel sembra aver deciso di adeguarsi alla sua diagnosi riducendo il suo bisogno di dormire – e in certi momenti abbiamo la sensazione di non farcela più.

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