Chi ha il pane…

Ho desiderato tanto del tempo. Per pensare, scrivere, mettere ordine tra i pensieri come piace a me e come questa estate non sono riuscita fare. Il mio pit stop di fine anno – anno scolastico, intendo, per me l’estate è sempre stata un importante momento di riflessione – nel 2019 è mancato del tutto. Troppi impegni, troppe cose che reclamavano attenzione.

Ora di tempo ne avrei, giornate intere, ma mi mancano le energie, a volte mi affatico anche solo alzandomi dal letto, più spesso riesco a stare in poltrona ma mi sento scarica fisicamente, la malattia ti toglie le energie. Posso solo attendere che passi, sperare che le medicine inizino finalmente a far effetto.

So che qui dentro c’è chi sta peggio di me ed è ricoverato da molto più tempo di me, ma la cosa non mi consola, tutt’altro, non è questo il momento di caricarsi di altri dolori. Allora cerco di guardare fuori: c’è un rettangolo di cielo oltre i due finestroni che mi separano dall’esterno. Mi piace quando lo vedo di un azzurro intenso, che fa risaltare le nuvole, mi piace anche quando piove, se riesco a trovare un punto da qui veder scorrere la pioggia, non mi piace quando è come spento, immobile, tetro.

Fatti coraggio, mi dicono, e io ci provo ma è difficile accettare di non poter fare nulla per stare meglio. Ho persino chiesto ai medici sperando che ci fosse qualcosa che potessi fare, una minima cosa che fosse d’aiuto e invece no, posso solo stare a riposo ed evitare sforzi, dove per sforzi s’intende farsi fare una doccia da un’altra persona. Mica da sola, quello sarebbe impensabile, ma mi stancherebbe troppo anche lasciarmela fare da altri. Assurdo. Oggi saremmo dovuti rientrare da una mini vacanza in montagna, chiaramente annullata, con passeggiate tra il mio amato verde, così pacifico e rigenerante per me. E invece son qui. Son contenta di aver potuto portare le bimbe almeno una settimana al mare, prima che accadesse tutto questo. Per noi genitori – e penso anche per i nonni – è stato molto stancante ma son sicura che le bimbe si siano divertite.

A proposito, ieri pomeriggio sono riuscita a vederle, mi sentivo abbastanza in forze e me le hanno fatte incontrare appena fuori dal reparto. Chiarapunzel si sbatteva dalla gioia, cercava i miei baci, Mimmi era tutta un abbraccio e io ho pianto stringendola a me. Cercavo il loro profumo ma riuscivo a sentirlo davvero a fatica, son più forti gli odori di pigiami e mascherine del reparto.

Le mie bimbe… neanche per loro deve essere facile questo momento, spero che questo nuovo periodo di distacco forzato non lasci in loro strane paure di abbandono. In tanti – e ringrazio davvero di cuore tutti – stanno provando a distrarle inventandosi i giochi e le uscite più varie. Di bello c’è questo: non mi sento sola, qui, ricevo affetto da tante persone. Di brutto c’è l’incognita di non sapere quando potrò uscire da qui e soprattutto se dovrò mai rientrare. Di nuovo: so che ci son pazienti ricoverati da molto più di me ma ognuno vive la sua condizione ed è bene non pensare a dolori più grandi, non aiuta in questi momenti. La cosa che desidero di più, ora, è guarire e non avere ricadute, il solo pensiero di nuove trasfusioni – oggi probabilmente farò la quarta – mi spaventa per gli effetti nefasti che hanno avuto le altre, ma se bisogna farla, si farà, c’è poco da dire.

Voglio rimanere positiva, la settimana che verrà sarà quella della svolta, me lo auguro, e io potrò tornare a parlarvi di cose più piacevoli, di conquiste, sorrisi e gioie di ogni giorno. E poi tra poco arriva in visita Poldo, il mio amore, e so già che porterà luce nella mia piccola stanza.

2 Replies to “Chi ha il pane…”

  1. Forza Manu !!!!!!! Sei una donna forte e le preghiere di tutti faranno passare presto questo momento difficile ❤
    Ti voglio bene Manu Forza Forza Forza !!!!!!

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