E io vi darò ristoro

Mani intrecciate su Bibbia

Ieri sera io e Poldo eravamo piuttosto abbacchiati: siamo stanchi, siamo nervosi, siamo saturi e fatichiamo a trovare del tempo per noi. È un periodo intenso complicato dalla mancanza di sonno – Chiarapunzel sembra aver deciso di adeguarsi alla sua diagnosi riducendo il suo bisogno di dormire – e in certi momenti abbiamo la sensazione di non farcela più.

Il mio corpo di segnali me ne ha mandati fin troppi, non posso permettermi di ignorarli, e non so quanto Poldo potrà reggere questi ritmi. È che non stacchiamo e non ci riposiamo mai, gli imprevisti e i cambi di programma sono all’ordine del giorno e la tensione si accumula.

È buffo pensare che tanti anni fa quando immaginavo il mio futuro guardavo con timore all’eventualità di una vita troppo tranquilla, a una routine senza colore. Ed esorcizzavo questo timore riempiendo le mie giornate con tante, tantissime cose. Ora non ho più bisogno di cercare chissà che, le giornate si riempiono da sole fin troppo, al punto che vorrei svuotarle un po’, magari per recuperare i miei interessi, che non seguo più e dei quali a volte ho nostalgia.

Ieri sera, dicevo, dopo aver messo a letto le bimbe parlavamo proprio di questa fatica, in particolare del mio sentirmi sopra le forze. E, come di consueto nei momenti di sconforto, abbiamo chiesto aiuto a Chi non ci ha mai deluso. La notte è andata meglio del solito e stamattina è arrivata la risposta, nel vangelo del giorno: “In quel tempo Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro»”. So che per chi non ha fede sono parole come tante, forse persino inutili, ma per noi non lo sono affatto. Subito dopo abbiamo anche trovato il modo di prenderci una bella manciata di ore tutte per noi, proprio adesso che ne abbiamo più bisogno.  Niente di rivoluzionario, nessuno stravolgimento, solo un pit stop, necessario per proseguire la corsa con fiducia, senza esaurire le energie e senza rischiare di andare fuori strada. Il resto cercheremo di sistemarlo, una cosa alla volta. Poi vi farò sapere come va.

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