E siamo già a gennaio

Sleeping guardian angel

Il nuovo anno si è aperto con uno strascico di fatica che non accenna a diminuire: la nostra Chiarapunzel sta avendo problemi con il sonno, un aspetto della sindrome che fino a qualche mese fa ci aveva risparmiati, ed è il momento di affrontare la cosa seriamente, se vogliamo conservare un minimo di energie e di lucidità.

Sta crescendo (e fin qui…), solo che con la crescita emergono aspetti del suo carattere sempre più impegnativi da gestire. Ad esempio si è rafforzata la sua determinazione: c’è un giocattolo sonoro che le piace mordere e che io le tolgo perché non va bene che lo metta in bocca; lei se lo va a riprendere, o a cercare se l’ho nascosto, senza perdersi d’animo. Ritrova anche il ciuccio finito sotto le coperte e che noi non riusciamo a ritrovare, ma in questo è sempre stata una campionessa mondiale, non per niente le ho dedicato il claim “Toglietemi tuccio, ma non il mio ciuccio”. 😆
Questa determinazione diventa problematica quando significa opposizione: è una bella bimbona pesante, farle lavare i denti o le mani, se decide che non vuole farlo, sta diventando molto complicato.
Un altro esempio? Fino a qualche settimana fa era sufficiente chiudere le porte per non farla accedere ad alcune stanze ma ora ha imparato ad aprirle tutte – anche se le è proibito farlo – e bisogna tenerla sotto stretta sorveglianza, perché è impossibile mettere l’intera casa in totale sicurezza.

Insomma, quando decide che non vuole fare qualcosa è sempre più difficile fargliela fare e, allo stesso modo, è caparbia e se non ottiene quello che vuole si arrabbia moltissimo. Come l’altra sera, quando eravamo tutti e quattro in auto; Poldo è sceso per andare a vedere una cosa e lei ho ha seguito con lo sguardo aspettando che le aprisse lo sportello per farla scendere. Appena si è resa conto che non l’avrebbe fatto e che, anzi, si stava allontanando, ha iniziato a dimenarsi arrabbiatissima. È andata avanti un bel po’ finché, quando Paolo è tornato e io le ho indicato il finestrino per farle vedere che stava rientrando, lo ha visto e si è riaccesa di entusiasmo.

Il suo caratterino emergente si combina con una dolcezza incredibile, se possibile sempre più evidente. Ti riempie di baci e abbracci e, se fosse per lei, starebbe tutto il giorno a farsi coccolare, soprattutto da Poldo: negli ultimi tempi ha la “babbite” e le coccole del babbo non hanno eguali.
Ha anche un enorme bisogno di affetto, la cosa che la ferisce di più è non essere considerata o essere allontanata. Le vengono certi lacrimoni agli occhi da farti sentire una persona orribile. Ma le basta un abbraccio e un bacio per perdonare tutto e tornare allegra e sorridente.

Chiarapunzel sta crescendo, Chiarapunzel sta cambiando e noi, come è ovvio che sia, dobbiamo cambiare con lei. Lo facciamo consapevolmente, attuando nuove strategie per gestire i suoi comportamenti o rispondere meglio alle sue esigenze, ma lo facciamo anche inconsapevolmente, entrando sempre di più nella nostra nuova vita, con nuovi pensieri, nuovi timori, nuove percezioni di ciò che ci circonda.

E in tutto questo stiamo arrivati al 2020.

Con l’inizio di un nuovo anno è prassi trovare buoni propositi da seguire. Ecco il mio: abbracciare sempre più la speranza, che quest’anno mi sento di aggiungere alla leggerezza del 2018 e alla fortezza del 2019. Speranza in cosa? In una marea di cose. Speranza nel fatto che Chiarapunzel riprenderà a sorprenderci con le sue piccole conquiste. Speranza nei risultati della ricerca, sempre più promettenti. Ma soprattutto speranza come virtù, come sostegno e conforto che ci permetta di guardare sempre in alto e andare oltre le fatiche e le preoccupazioni di ogni giorno. È un proposito, non un contratto, ossia non posso garantire che riuscirò a rispettarlo, ma averlo messo nero su bianco mi aiuterà a ricordarmene.

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