Giù

Foto di RitaE da Pixabay

Sono caduta dal filo.
Tra le tante difficoltà quotidiane avevamo trovato un equilibrio, fatto di asilo, terapie, lavoro, tempo libero – poco – ausili, caa, cura delle bimbe, insegnamento di nuove piccole abilità. Ci tenevamo in equilibrio, a volte con sicurezza, altre volte con un piede solo e bendati, ma un equilibrio c’era. Camminavamo verso l’ignoto, come tutti, ma camminavamo. Anzi, avevamo anche vissuto la bellissima esperienza del Dynamo Camp e ci eravamo un po’ rigenerati.

Poi è successo quel che è successo e, tra le altre cose, hanno chiuso le scuole, hanno interrotto le terapie di Chiarapunzel, anche domiciliari, e noi abbiamo perso il nostro equilibrio. Si è di nuovo compromesso il sonno di Chiarapunzel, mi sono trovata a ricoprire il ruolo di terapista plurispecializzata a tempo pieno. Sono persino diventata maestra, con scarsi, scarsissimi risultati.

Spazi, tempi e modi sono cambiati di colpo, io sono caduta e sto faticando a rialzarmi.
Potrei riassumere questo periodo con due parole: fatica e nervosismo.
Non è che tutto sia andato male, ci sono state anche cose bellissime, di cui magari parlerò tra qualche giorno, ma ora sono queste le parole che mi rimbalzano nella mente.

Chi ha trovato difficile gestire i propri bimbi a casa potrà ben immaginare cosa abbia significato gestire Mimmi e Chiarapunzel. Ho avuto dei momenti in cui ho sentito chiaramente di non farcela più. E ho perso la pazienza molte volte. Per la stanchezza, per il suono continuo dei lamenti di una bimba chiaramente frustrata e impossibilitata a esprimere i suoi desideri e i suoi motivi di sofferenza. Per la consapevolezza di non essere in grado di aiutarla o non averne le forze. Per il senso di inadeguatezza. Per il fatto di dover vivere tutto questo in un clima di preoccupazione e dolore generale, nell’isolamento quasi completo, nell’incertezza e nel timore che ciascuno ha sentito irrompere nella sua vita.

Mi sento come una pentola in perenne ebollizione. Se Chiarapunzel dorme tutta la notte, se ci fa fare un pasto completo senza urlare, se gioca tranquilla per dieci minuti, la fiamma sotto di me si abbassa e io continuo a sobbollire. Ma se grida per ogni piccola, minuscola ragione, se si rifiuta di fare qualunque cosa io le chieda, se distrugge le immagini per preparare le quali ho impiegato tanto tempo, ecco che la fiamma sale subito al massimo e l’acqua bollente straripa.
I nonni ci danno una mano, per quanto gli è possibile, ma non possono certo risolvere tutti i nostri problemi. Anche perché, come è facile immaginare, i problemi non si limitano alla gestione della piccola di casa. Ne sa qualcosa Poldo, che si è dovuto mettere a lavorare notte e giorno per salvare la sua attività e che – devo rendergli merito – ha collaborato a un progetto utile e generoso. Ne sa qualcosa Mimmi, che aveva appena trovato serenità a scuola dopo un periodo difficile e che si è ritrovata chiusa in casa senza maestre, senza compagni, senza le sue attività tanto amate.

Come uscirò da questa situazione?
Non lo so, ma un modo dovrò trovarlo. Sono determinata a farlo e so che ciascun membro della mia famiglia può contare sul sostegno e l’appoggio degli altri. Dobbiamo però trovare un nuovo equilibrio. Nostro, provvisorio ma vitale.

Perché ho scritto di tutto questo? Per le solite ragioni: perché scrivere mi aiuta a dare forma ai pensieri e perché raccontare quello che provo da quando è nata Chiarapunzel può essere d’aiuto anche ad altri, in questo caso a chi pensa di essere il solo a vivere un lungo difficile momento di sconforto.

2 Replies to “Giù”

  1. Come usciremo da questa situazione? Con le palle quadruplicate cara mia. Già le abbiamo doppie vista la vita movimentata che abbiamo….ne usciremo scalfite ma non distrutte. E sai perché? Perché siamo uniche.

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