Il nostro piccolo

Qui bisogna che ci si organizzi. Che si apra una visione un po’ più a lungo termine delle nostre giornate, finora vissute un po’ come veniva, unendo al lavoro da casa – che ha i suoi orari – la cura delle bimbe. Io non so e non lancio ipotesi su quando riapriranno le scuole né su quando riprenderanno tutte le altre attività, ma ho la sensazione che non succederà a breve perciò sento l’esigenza di stabilire una nuova routine, provvisoria, che – al di là della giusta dose di preoccupazione – ci permetta di non vivere in attesa che il tempo passi.

Come ben sa chi ha in casa un bimbo Angelman, non è possibile dedicarsi a tante di quelle attività che vengono proposte alle famiglie per ingannare il tempo casalingo in maniera produttiva, ma anche noi possiamo trovare qualcosa da fare, tutti insieme o con un bimbo alla volta, con regolarità. Chiarapunzel non può fare fisioterapia? Richiamiamo alla mente indicazioni ed esercizi per proporglieli a casa, ingegniamoci a creare brevi, brevissimi giochi in cui sia richiesto un piccolo sforzo in più del semplice gattonare a ruota libera in tutta casa. Non può fare logopedia? Usiamo ancora di più quaderno, tabelle ed esperienze per comunicare con lei. Non può andare neanche all’asilo? Questo dal mio punto di vista è l’aspetto peggiore di tutti questi non può: i bambini sono uno stimolo enorme per lei e, anche se le sue maestre si impegnano con amore a creare attività da proporre a distanza, purtroppo fargliele fare a casa non è la stessa cosa (e io non ho la stessa pazienza delle maestre, oltretutto).
Non si può uscire come prima? Non abbiamo un giardino (il sogno di una casa da cui affacciarsi su un ampio prato verde si è autocensurato per pudore e non ha neanche provato a riaffiorare), ma abbiamo dei terrazzi: usiamoli per stare e far stare le bimbe all’aria aperta.
E, cosa non meno importante, anche in questo periodo noi genitori dobbiamo ricordarci che è necessario mantenere uno spazio e un tempo nostro, individuale, anche se piccolo e breve, che sia di evasione totale. Leggere un libro, cantare, suonare, cucinare, colorare e fare collage… ognuno trovi quello che più gli piace, purché serva a distogliere l’attenzione da tutto il resto, per concentrarsi solo su quell’attività.

Tutti questi buoni propositi saranno possibili da mantenere solo se riusciremo, come genitori, a inserirli in una sorta di programma giornaliero abbastanza rigoroso. Suona pesante e noioso, lo so, ma se gli impegni fuori casa saltano bisogna che li incaselliamo noi in una routine, altrimenti sprecheremo una risorsa preziosa, il tempo, che, a differenza di chi vive situazioni di emergenza più gravi e tangibili – penso agli operatori sanitari e alle famiglie che sono state colpite direttamente – abbiamo la fortuna di avere a disposizione.

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