Sorelle

Due fratelli cerbiatti

Ho una foto bellissima (no, non è questa con i cerbiatti) che ha scattato una maestra: ritrae Mimmi e Chiarapunzel sedute a terra. Mimmi è dietro di lei, l’abbraccia tirandola a sé dolcemente, con lo sguardo in basso, un lieve sorriso e un atteggiamento materno. Chiarapunzel si guarda intorno felice, sorride.

Ve la racconto perché, anche se ho deciso di non pubblicare le foto delle mie bimbe, vorrei che la visualizzaste davanti a voi: è un istante di pura tenerezza.

Questa foto fa il paio con quello che mi ha detto Mimmi pochi giorni fa. Stavamo giocando, fingevo di avere un bimbo nella pancia e lei mi ha detto che non voleva un fratellino o una sorellina. Le ho risposto: “ma come, avevi detto che ti sarebbe piaciuto!” E lei ha replicato sicura: “no no, io ce l’ho, ho una sorellina, va bene così”.

Perché voleva un fratellino o una sorellina, prima? Perché Chiarapunzel non era la compagna di giochi che avrebbe voluto. Non lo è ancora, ma da un po’ di tempo ha comunque imparato a giocare con lei, in qualche modo. Un modo fatto soprattutto di coccole, solletico e “scappiamo, arriva la ciucciatutto!”.
Non dico che sarà sempre così, non ho idea di come sarà più avanti, ma ora Mimmi è contenta di avere Chiarapunzel accanto a sé. È gelosissima per le attenzioni che riceve da parte nostra – lo sono entrambe, in verità – ma anche legata alla sorellina. Ha imparato a trasferire su di lei le nostre reazioni ai suoi comportamenti, nel bene e nel male: la sgrida con forza se mette i suoi giochi in bocca, dice “amore, poverina…” se piange perché si è fatta male o perché usciamo senza di lei.

Per noi genitori è un gioco di equilibri: Chiarapunzel ha bisogno di una cura particolare, ma anche Mimmi è una bimba piccola – ha solo 5 anni – e mamma e papà per lei sono le persone più importanti del mondo, è difficile accettare che il loro affetto vada anche a un’altra bimba.
A volte, mentre coccolo Chiarapunzel, Mimmi si allontana dicendo che io non le voglio bene. Oppure, quando abbraccio Mimmi e Chiarapunzel è nei paraggi, la piccola furia gattona a velocità massima e scansa la sorella per entrare nel mio abbraccio. Di solito finisco con il coccolarle insieme e questo le tranquillizza, ma da parte loro è una continua ricerca di attenzioni. L’altra sera, per esempio, Poldo ha sollevato Mimmi a testa in giù –  cosa molto divertente per lei e decisamente meno per me, mamma apprensiva – e Chiarapunzel, che era seduta nel seggiolone, ha iniziato a lamentarsi infastidita: anche lei voleva fare lo stesso gioco. Così Poldo l’ha sollevata, Chiarapunzel ne è stata felice e la cosa si è subito risolta.

Gelose delle coccole, gelose delle attenzioni. Ciascuna vorrebbe contare più dell’altra. Questa cosa mi fa sorridere.

Di recente sono stata fuori un paio di giorni per lavoro. Quando sono tornata a casa, di notte, ho trovato Mimmi nel lettone, raggomitolata in un modo cucciolo come solo i bambini sanno stare. La mattina dopo, al risveglio, mi ha assalito l’entusiasmo di Chiarapunzel, che dal suo lettino reclamava con un impeto insolito le braccia della mamma che non vedeva da troppo tempo. Due scene diverse; la stessa commozione, per me, nel vederle.

Se Mimmi sapesse che il suo arrivo è stata la gioia più grande che io abbia mai provato. E se Chiarapunzel sapesse quanto la amiamo e quanto ci diamo da fare per lei.
Forse un giorno lo capiranno, per ora ci dividiamo tra loro due il più possibile, cercando di dare a ciascuna non solo tutto il nostro affetto ma anche dei momenti esclusivi, che le aiutino a sentirsi le bimbe speciali e amatissime che sono per noi.

2 Replies to “Sorelle”

  1. Cara Manu…sei veramente una mamma speciale e le tue bimbe sono veramente fortunate di averti vicino…ti vogliamo bene❤

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *